Archivio della Categoria ‘Varie’

Che falco è?

Thursday, January 5th, 2012

Questo rapace è stato avvistato pochi giorni fa nel pinerolese. Chiediamo la collaborazione di tutti nel riconoscimento della specie con la preghiera di scriverci sulla nostra e mail pinerolese@wwf.it

Scarica il filmato completo (59 Mb)

Per confronto, questa foto mostra uno sparviero accertato (avvistamento inviatoci da Beppe Racca e pervenutoci da Giaveno):

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12 Novembre “…è tempo di migrare”

Thursday, November 17th, 2011

Come lo scorso anno, nella ultima decade di Ottobre e la prima decade di Novembre, il fenomeno naturale delle immigrazioni si è concretizzato nella giornata di Sabato scorso 12 c.m. Segno che l’inverno è alle porte.

In una giornata grigia ed uggiosa decine di stormi di Gru europee e Oche selvatiche , provenienti dal Nord Europa sono riuscite nell’intento di superare le Alpi e sorvolare i nostri territori. Alle 10 del mattino il primo stormo di Gru ha sorvolato il m.te S. Giorgio e la borgata Allivellatori, seguito alle 11 da centinaia di Oche.
La migrazione è continuata nel pomeriggio alle ore 16 e alle 16,30 pomeridiane. Le nuvole basse lasciavano intravedere le tipiche posizioni di volo di grandi ” V ” con continui richiami tra gli uccelli di passaggio. La direzione era, come sempre la Rocca di Cavour dove, disperatamente, cercavano le correnti ascensionali che le avrebbero alzate per raggiungere la Camargue, prima di proseguire verso le coste Nord Africane.
 
Anche gli animali , come gli uomini, si spostano là dove ci sono le possibilità di sopravvivenza …. Questo, da milioni di anni. 
L’ associazione WWF del Pinerolese / Val Varaita, ha raggiunto nell’ anno del 50° di Fondazione a livello mondiale i 2629 soci ( anche noi facciamo i censimenti) nel Pinerolese ed  in alcuni comuni del Cuneese confinanti con la provincia di Torino. Sul nostro sito www. wwfpinerolese si possono leggere le nostre molteplici attività. Cerchiamo volontari per portare il nostro messaggio nelle scuole, per ricostruire ambienti naturali e per monitorare il proprio territorio. Si ricercano singole persone che , nell’ ambito del proprio comune, segnalino, quali veri e propri corrispondenti del WWF alla sezione operativa di Cumiana uqnto è di interesse ambientale. Un piccolo impegno per una grande causa. Garantire il futuro alle nostre e prossime generazioni.
 
Ringranziamo Francesca Mapelli del WWF Italia per le seguenti foto di oche selvatiche (le foto sono (C) A. Cambone, R. Isotti – Homo ambiens):
 
 
 
Ringraziamo Marzia Verona per la seguente foto di uno stormo di gru in migrazione:
 
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Avvistato il jaguarundi?

Wednesday, November 9th, 2011

Ringraziamo Mauro Dolla per le fotografie scattate nei pressi di Pinasca. In base alle misurazioni eseguite nel punto dell’avvistamento sembra trattarsi di un felino insolitamente grande e di aspetto compatibile con quello di un jaguarundi nero.

 

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Dalla parte del lupo

Friday, September 9th, 2011

Buongiorno,
negli ultimi mesi si parla di proposte di abbattimento del lupo (Canis lupus), animale ancora a rischio di estinzione in Italia e attualmente in particolare regime di protezione legale. Tali proposte arrivano da Claudio Sacchetto – Assessore all’agricoltura della Regione Piemonte – il quale per giustificare tali abbattimenti fa riferimento al progetto ProPast e all’Università di Torino. Fra i relatori proponenti e responsabili del progetto vi è anche il Prof. Michele Corti dell’Università di Milano, che da anni conduce una battaglia personale contro i predatori – vedi lupo e orso. ProPast – che avrebbe dovuto essere un progetto per risolvere i problemi della pastorizia – viene “usato” dal Prof. Corti per sobillare i pastori contro i predatori, provocare allarmismo e giustificare le richieste di abbattimento. Le argomentazioni denotano soltanto ideologia, demagogia ma nulla di scientifico, e certamente non sembrano risolutive nei confronti delle difficoltà che oggi affliggono la pastorizia.

Con le conferenze, il materiale pubblicato sui siti (la cui terminologia usata è peraltro vergognosa, considerando che si tratta di un progetto universitario e supportato da enti pubblici) e i video si fa disinformazione e si alimenta l’odio e la paura nei confronti del lupo anziché fare corretta informazione. L’unica “soluzione” che propone ProPast è sparare al lupo: non un solo articolo positivo e propositivo sui metodi di prevenzione e dissuasione che pur esistono e sono efficaci e comprovati, o sul ruolo ecologico di questa specie.

Tra l’altro questo progetto è contrapposto al Progetto Lupo il quale, da anni, sta producendo pubblicazioni e dati scientifici sul lupo in Piemonte e sui metodi di prevenzione grazie ai quali è stato sinora possibile fornire supporto gratuito agli allevatori.

Vi invitiamo a consultare il blog Dalla parte del Lupo, troverete indicazioni dettagliate su quanto abbiamo riscontrato:

http://dallapartedellupo.blogspot.com/

Chi e cosa sta finanziando la Regione Piemonte? Perché l’Università di Torino si affida a responsabili scientifici faziosi e di parte, rischiando di compromettere la propria credibilità? Cosa c’è di scientifico in ProPast? Quanto costa, e quali dati e pubblicazioni ha prodotto sinora e a beneficio di chi? Scientifico per definizione può essere il Progetto Lupo, non certo ProPast.

Chiediamo all’Ateneo di Torino e alla Facoltà di Agraria di Torino di riconsiderare l’opportunità di proseguire l’affidamento al Prof. Corti e alla Dott.sa Verona del progetto ProPast, augurandoci che il Prof. Battaglini torni a perseguire gli obiettivi che erano stati proposti alla Regione Piemonte.

In attesa di riscontro, porgo distinti saluti.

Andrea Sinesi
Milano

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BASTA NASCONDERSI DIETRO AL ‘LUPO CATTIVO’

Thursday, July 28th, 2011

 Lettera aperta del WWF alla Commissione Agricoltura:
la corretta applicazione delle politiche agricole nel segno della tutela e della convivenza 

“Ancora una volta, ignorando dati scientifici, anni di studi e progetti concreti che dimostrano come la convivenza tra uomo e predatore sia possibile, si usa il lupo come il diavolo cattivo. Ma è veramente colpa del lupo se la pastorizia è in crisi o se l’allevamento non è più redditizio? È colpa del lupo la crisi profonda della montagna?” Si apre così la lettera aperta alla Commissione Agricoltura della Camera inviata oggi da Stefano Leoni, presidente del WWF Italia, in risposta al documento approvato in questi giorni sulla possibilità di abbattere i lupi se minacciano le attività agricole.

Per il WWF “dietro allo spauracchio del ‘lupo cattivo’ si nascondono una maldestra politica agricola e le difficoltà di una attività agrosilvopastorale poco competitiva, che solo nell’innovazione, nella valorizzazione della filiera corta e nella qualità può cercare un suo riscatto.

La risposta più efficace alle difficoltà segnalate dal mondo agricolo rispetto alla fauna selvatica sarà nella capacità di utilizzare nel modo più opportuno le risorse che la nuova Politica Agricola Comunitaria (PAC), oggi in discussione, renderà disponibili per la conservazione della biodiversità.”

L’annunciata riforma della PAC per il 2014-2020 conferma infatti la priorità della conservazione delle specie e degli habitat di elevato valore naturale (come è indiscutibilmente il lupo) e renderà disponibili complessivamente per l’agricoltura e la zootecnia italiana oltre 1 miliardo e 200 milioni di euro, nonostante l’annunciato taglio del 12% delle risorse attuali. E l’Unione Europa chiede esplicitamente agli Stati membri di assicurare con queste risorse anche la conservazione del lupo, insieme alle imprese agricole delle aree rurali marginali.

Nonostante i tagli alla spesa pubblica, le risorse economiche per affrontare con serietà i problemi evidenziati dall’indagine parlamentare saranno quindi disponibili. Tutto dipenderà dalla capacità delle Regioni di utilizzare in modo efficiente ed efficace le risorse della futura PAC, soprattutto con la doverosa coerenza rispetto alle priorità indicate dall’Unione Europea.

Nella lettera, il WWF chiede quindi l’inserimento tra i criteri premianti della PAC per l’attribuzione del pagamento unico aziendale alle imprese zootecniche, la realizzazione degli investimenti necessari per la prevenzione dei danni da lupo e l’adozione di tecniche di gestione dell’allevamento in grado di ridurre a monte gli eventuali danni: strumenti concreti come recinzioni elettrificate, dissuasori acustici, uso dei cani, il controllo degli animali al pascolo, che in molte aree di Italia stanno già dando ottimi risultati nel consentire la convivenza pacifica tra uomo e grandi predatori.

Nei Programmi di Sviluppo Rurale delle Regioni (PSR 2014 – 2020) dovranno inoltre essere inserite misure specifiche di sostegno delle imprese agricole per gli investimenti strutturali necessari per la prevenzione e riduzione dei danni causati dalle specie selvatiche di elevato valore conservazionistico, come lupo, orso, aquila e altri uccelli rapaci.

“L’indagine conoscitiva della Commissione agricoltura avanza molti dubbi sull’affidabilità dei dati raccolti e, quindi, da essa non emerge alcuna conferma dell’esistenza di un effettivo ‘problema lupo’. Esiste, invece, un ‘problema caccia’, visto che oggi l’unica normativa vigente a tutela della fauna in Italia è quella che regolamenta le modalità secondo le quali spararle – scrive Stefano Leoni, presidente del WWF Italia – Occorre, al più presto, uscire da questa logica. Per una rispettosa convivenza tra l’uomo e le altre specie viventi occorre in Italia una seria politica sulla biodiversità. E questa è l’unica strada che consigliamo di intraprendere alla Commissione Agricoltura, perché è quella che permette di cogliere i veri problemi di fondo e selezionare le giuste soluzioni. Alla radice di molti mali vi è il crescente consumo di territorio naturale, la sua dequalificazione e la sempre minore disponibilità di habitat in equilibrio. Pensare di trovare una soluzione in piani di abbattimento di alcuni animali significa creare nuovi problemi.” 

Per il WWF sono infine inaccettabili le esternazioni delle ultime settimane arrivate dal Piemonte, dove l’assessore Sacchetto, incomprensibilmente disconoscendo i dati e i risultati di anni di lavoro serio promosso proprio dalla Regione e dai suoi uffici – lavoro sul campo che ha portato i danni in quei contesti alpini ad una cifra annuale irrisoria – dichiara che è il lupo il nemico della nostra pastorizia e trova nel suo abbattimento la soluzione a tutti i mali di una zootecnia che è invece ben consapevole di quali siano i problemi reali” conclude Stefano Leoni.

“Oggi più che mai – conclude la lettera – dovremmo smetterla di sprecare risorse con nuovi e fantasmagorici progetti come il progetto Propast sui sistemi pastorali piemontesi. Esempi di come procedere sono già ampiamente disponibili: una seria politica e azione di prevenzione e un’attenta politica di monitoraggio e verifica del danno sono l’arma in nostro possesso. Solo in questo modo potremo rispettare le linee di indirizzo di una nuova e lungimirante politica comunitaria che il 21 giugno scorso ha adottato la nuova Strategia dell’Unione Europea per la biodiversità al 2020, oltre che l’annunciata riforma della Politica Agricola Comunitaria post 2013.”

Roma, 28 luglio 2011
Ufficio Stampa WWF Italia 06 84497213, 349 0514472, 02 83133233, 329 8315718

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