Colle del Barant: si caccia nell’oasi protetta

Cari amici,
Vogliate cortesemente date massimo risalto alla notizia, perche’ il pinerolese sta subendo un gravissimo danno al suo eco sistema, tra l’indifferenza delle popolazioni che sono all’oscuro di quanto sta accadendo.

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SI CACCIA NELL’OASI PROTETTA
una carneficina che deve essere fermata

Da un po’ di tempo il colle del Barant è luogo di assurde e dubbiose battute di caccia privilegiate, senza alcun rispetto delle normative vigenti e della tutela ambientale.

In questo luogo, dove sul sito www.tpellice.itsi può leggere “oasi di protezione faunistica del Barant, destinata alla riproduzione e alla tutela dei selvatici”, decine di cacciatori (molti definiti tali solo perché possessori di un fucile) profanano il posto e ignorano il ciclo della riproduzione e dell’ecosistema.

Proprio quando la caccia non è permessa, perché in questo periodo alcune specie si riproducono e perché la carestia di cibo obbliga gli animali a spingersi verso valle, ecco che questi “bracconieri” (non cacciatori della zona, eccetto qualche eletto) si organizzano a gruppi e in questo luogo protetto sparano senza preoccuparsi di nulla.

A tal proposito si deve menzionare che un cacciatore, proprio durante una di queste battute, ha ucciso il cane di un collega scambiandolo per un cinghiale.

Chiunque saprebbe riconoscere un cinghiale di colore scuro da un cane bianco e nero, eppure ciò è accaduto, un fatto preoccupante e con molte perplessità in merito.

La pazzia di alcune persone, che con un fucile intende dimostrare il suo potere, autorizza a sparare a qualsiasi cosa si muova e senza la minima certezza, che può essere un cane (come accaduto di recente) oppure una persona (più volte accaduto durante il 2012).

Molte sono le segnalazioni giunte per quanto sta accadendo presso l’Oasi del Barant e aree confinanti, molte sono le persone che hanno paura di questi “improvvisati cecchini” e che non osano più permettersi l’uscita in montagna per respirare un po’ d’aria salubre.

Esistono delle Leggi e sono stati diramati dei comunicati ufficiali in merito, esistono le attività dei Sindaci dei vari capoluoghi che dovrebbero anche garantire l’incolumità dei propri cittadini e il rispetto delle normative, però tutto quanto è ignorato e le ripetute segnalazioni (anche da rispettosi cacciatori locali) non possono che confermalo.

In questo periodo queste persone sparano senza pietà su animali (es. cinghiale) con i loro piccoli sapendo perfettamente che se uccidono la madre questi non possono sopravvivere, sparano e spaventano altre razze che rischiano di non portare a termine la cucciolata se in gravidanza, spaventano altre razze(se non cacciate) che scappando consumano le riserve accumulate di grasso necessarie per la sopravvivenza durante il periodo invernale.

Come non bastasse, informazioni attendibili comunicano che domenica 13 gennaio ci sarà un’altra massiccia battuta di caccia come le precedenti, cioè abusiva ma solo autorizzata per alcuni e neppure residenti.

Come non bastasse, il 16 gennaio sarà aperta la caccia al cinghiale su tutto il territorio della Val Pellice e durerà (nei giorni di mercoledìe sabato) fino al 30 marzo.

Sarà un nuovo massacro che si sommerà agli ingenti danni che queste “persone” hanno compiuto fino a ora, ciò decreterà morte e (non escluso) possibilità dell’estinzione di alcune specie che hanno da sempre vissuto sulle nostre montagne … compresa l’Oasi del Barant che, cosi facendo, non potrà più essere definita tale.

Valter Ribet

 

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