Dalla parte del lupo

Buongiorno,
negli ultimi mesi si parla di proposte di abbattimento del lupo (Canis lupus), animale ancora a rischio di estinzione in Italia e attualmente in particolare regime di protezione legale. Tali proposte arrivano da Claudio Sacchetto – Assessore all’agricoltura della Regione Piemonte – il quale per giustificare tali abbattimenti fa riferimento al progetto ProPast e all’Università di Torino. Fra i relatori proponenti e responsabili del progetto vi è anche il Prof. Michele Corti dell’Università di Milano, che da anni conduce una battaglia personale contro i predatori – vedi lupo e orso. ProPast – che avrebbe dovuto essere un progetto per risolvere i problemi della pastorizia – viene “usato” dal Prof. Corti per sobillare i pastori contro i predatori, provocare allarmismo e giustificare le richieste di abbattimento. Le argomentazioni denotano soltanto ideologia, demagogia ma nulla di scientifico, e certamente non sembrano risolutive nei confronti delle difficoltà che oggi affliggono la pastorizia.

Con le conferenze, il materiale pubblicato sui siti (la cui terminologia usata è peraltro vergognosa, considerando che si tratta di un progetto universitario e supportato da enti pubblici) e i video si fa disinformazione e si alimenta l’odio e la paura nei confronti del lupo anziché fare corretta informazione. L’unica “soluzione” che propone ProPast è sparare al lupo: non un solo articolo positivo e propositivo sui metodi di prevenzione e dissuasione che pur esistono e sono efficaci e comprovati, o sul ruolo ecologico di questa specie.

Tra l’altro questo progetto è contrapposto al Progetto Lupo il quale, da anni, sta producendo pubblicazioni e dati scientifici sul lupo in Piemonte e sui metodi di prevenzione grazie ai quali è stato sinora possibile fornire supporto gratuito agli allevatori.

Vi invitiamo a consultare il blog Dalla parte del Lupo, troverete indicazioni dettagliate su quanto abbiamo riscontrato:

http://dallapartedellupo.blogspot.com/

Chi e cosa sta finanziando la Regione Piemonte? Perché l’Università di Torino si affida a responsabili scientifici faziosi e di parte, rischiando di compromettere la propria credibilità? Cosa c’è di scientifico in ProPast? Quanto costa, e quali dati e pubblicazioni ha prodotto sinora e a beneficio di chi? Scientifico per definizione può essere il Progetto Lupo, non certo ProPast.

Chiediamo all’Ateneo di Torino e alla Facoltà di Agraria di Torino di riconsiderare l’opportunità di proseguire l’affidamento al Prof. Corti e alla Dott.sa Verona del progetto ProPast, augurandoci che il Prof. Battaglini torni a perseguire gli obiettivi che erano stati proposti alla Regione Piemonte.

In attesa di riscontro, porgo distinti saluti.

Andrea Sinesi
Milano

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