Lupi: risposte a “L’Eco del Chisone”

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In risposta alla lettera “Quanta fauna selvatica sopporta il territorio?” pubblicata su “L’Eco del Chisone” di mercoledì 18 Settembre, pag. 28, rubrica “Il dialogo”:

Oggetto: Vs. lettera su Eco del Chisone di Mercoledi 18 Settembre.

Stimatissimo Roberto Barbero vice presidente CIA Provinciale,vogliamo dirla tutta? La convivenza tra fauna selvatica ed attività umane è sostenibile e possibile. Il volere adeguarsi a posizioni di comodo non risolvono i problemi.

Ti ricordo che non è il primo bovino predato in Piemonte, perchè ricordo un caso analogo in Val Sangone.

Sino agli anni ’90 gli indennizzi ai pastori per i capi morti venivano dati per animali colpiti dai fulmini. Da allora non ci sono più stati fulmini, ma solo lupi!!

Anch’ io come hai fatto Tu, scusami il Tu ma è da parecchi anni che ci conosciamo, vorrei condividere con i lettori del Eco più di una riflessione.
Dal 20 a.c.il poeta macedone Fedro ha denunciato” l’arroganza “del lupo. Quindi da sempre sappiamo che il lupo si nutre e seleziona animali incustoditi, malati o carogne in abbandono.

E’ nell’esercizio delle sue funzioni essendo un predatore.

Dal 1984 il lupo è ritornato in Piemonte e sottolineo RITORNATO, proveniente dalle foreste Casentinesi ove attualmente vivono una ottantina di esemplari. Quanto testé enunciato è un dato scientifico perché son stati radiocollarati due esemplari e seguiti durante il loro percorso sino da noi con il satellite. Ti ricordo che prima del ritorno del Lupo in Piemonte, i contadini del Cuneese e della Val di Susa si lamentavano dei danni provocati dai cervi. Il lupo,ora, ha risolto questo problema però non potendo essere una preda da mettere in frigo e consumarsi a piacere dalla caccia è diventato un animale nocivo. I mufloni, specie non autoctona, ne hanno fatto le spese anche perché nel loro DNA, il lupo non era un animale da temere, e quindi erano frequentemente predati.Quindi è mai possibile che 2000 anni dopo siamo ancora a scoprire l’acqua calda? Dicesi predatore una specie animale che preda e seleziona.

L’impatto ambientale sul territorio ha svariate varianti. Le attività umane non prettamente agricole, quali motocross e fuori strada, la transumanza in quota di pollame infetto che ha distrutto i tetraonidi delle nostre montagne, il pascolo intensivo là dove il territorio, per la sua biodiversità, non può sopportare che la metà degli animali pascolanti.

Però tutto questo non viene mai denunciato, ma il colpevole è solo il lupo. Va detto inoltre che le stesse tecnologie che hanno permesso la fotografia di quel lupo che si accingeva a cibarsi della carogna di bovino è usata normalmente per verificare la presenza di persone indesiderate nelle proprietà private. La macchina emette un segnale e l’immagine ad un cellulare avvisando della presenza di animali, persone o cose indesiderate.

Ora mi sorgono spontanee alcune domande. Come mai la Regione ha stanziato 70.000 € per finanziare un progetto che ha lo scopo di censire le carogne che si presume siano attaccate da Lupi? Più precisamente direi canidi perché il randagismo è sempre più attivo. Branchi di cani abbandonati o dispersi scorrazzano per le nostre montagne, nella più totale noncuranza degli enti preposti. Ora, se noi, con i soldi dei piemontesi stanziati per fare l’inventario di cui sopra acquistassimo le apparecchiature usate per fotografare il lupo e le donassimo ai pastori, che hanno i danni più frequenti? Per i rimborsi elargiti con grandi ritardi si sta verificando uno strano fenomeno. I non pagati sono quelli che non hanno aderenze politiche con determinate linee regionali legati ad alcuni sindacati agricoli.
Per finire, chi nel parco Orsiera o tenuta Albergian compresa, usa i cani anti lupo e i recinti elettrificati ha visto diminuire sensibilmente il numero di predazioni. Solo chi si ostina a dire e fare che il problema si risolve solo ed esclusivamente sparando ai lupi per ucciderli continua però a pretendere i danni senza prendere alcuna prevenzione.

Concludo ricordando che uccidere il lupo è un reato e chi ne sollecita l’uccisione compie il reato di istigazione a delinquere. Incominciamo a fare rispettare le leggi vigenti e vedrai che il lupo si trasformerà da animale nocivo ad essere un predatore che ha una sua funzione ben chiara ed utile in natura.

Cordiali saluti Eros
associazione WWF Pinerolese / Val Varaita
il presidente
Accatino Cav. Francesco Eros

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In risposta all’articolo “Paesana: ancora lupi in alta quota” pubblicato su “L’Eco del Chisone” di mercoledì 25 Settembre:

Gentile sig.ra Sorbino,
la informo che l’animale fotografato l’Aprile scorso e apparso sulle pagine della STAMPA, della provincia di Cuneo, in frazione Garzini, sopra Paesana, non è un lupo ma bensì un randagio abbandonato da pastori locali. La fotografia in nostro possesso ,scattata tra le case della frazione, ingrandendo il fotogramma, si evidenzia che sia il muso sia la parte posteriore è tipica di un cane e non di un lupo. Qualsiasi veterinario esperto lo può confermare, quindi, come scritto sul Vs. articolo a firma di C.M., si riferisce allo stesso animale vuol dire che l’animale si è inselvatichito e ha acquisito le abitudini del Lupo. Predare per sfamarsi.

Questo dimostra che ogni avvenimento di predazione accada viene attribuito ai lupi e mai al randagismo, che al contrario è molto attivo sulle nostre montagne. In questo modo si crea solo allarmismo.

Prego il nostro socio Alessio di inviarle la foto in oggetto, in archivio sul nostro sito, in data 11 Aprile 2013. (http://www.wwfpinerolese.it/non-e-un-lupo.html)

Cordiali saluti
WWF Pinerolese / Val Varaita

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