Relazione tecnico illustrativa sull’area

2.1 ANALISI STORICA, TERRITORIALE E PAESAGGISTICA

Cumiana è situata nella valle omonima del torrente Chisola, a trenta km. da Torino. Presenta valenze storiche, botaniche, faunistiche e paesaggistiche di estremo interesse ed è situata su entrambi i lati del torrente che nasce dal monte Freidour. Altre cime di particolare interesse sono: M. due denti, M. Brunello, M. tre denti, M. Taudia fino ad unirsi nel M. San Giorgio, nel Comune di Piossasco. L’ecosistema di cui fa parte la valle è scaturito quando la deriva dei Continenti afro-asiatici ha impattato con il Continente Europeo lasciando un microclima particolarmente mite, tipico del massiccio Maira/Dora Riparia. Questo microclima permette l’inserimento di specie botaniche e faunistiche tipiche delle zone Mediterranee tra le quali l’occhiocotto ( avifauna ), la ginestra e l’ulivo (botanica). La parte interessata al progetto è la pianura che si estende dalla vallata che confina con i Comuni di Frossasco, Piscina, Roletto e Piossasco. Questi terreni sono prettamente agricoli di estremo interesse per interconnessione tra cui va segnalato il castello della Marsaglia ove fu combattuta l’omonima battaglia nel 1690 tra il Regno del Piemonte e la Francia. Le coltivazioni che maggiormente occupano presenti i terreni sono di tipo cerealitico, prati, campi, pioppeti e macchie arboree naturali o naturaliformi.

Si trovano altresì in loco, ultime testimonianze della coltivazione del baco da seta con filari di gelsi a volte centenari. Sono pure presenti anche ontani e salici usati per lavorazioni artigianali. Di particolare interesse è il reticolato idrografico e i suoi annessi paesaggistici appaiono come elementi qualificanti, poiché nella zona, oltre alla presenza preminente del torrente Chisola, si evidenza un sistema di rii, fossi, bialere e canali molto articolati che hanno permesso la funzionalità fino agli anni ’50 di alcuni mulini, attivi nella produzione della farina di cereali. Per quanto concerne i cascinali esistenti sul territorio circostante alla futura sede del bosco planiziale, meritano particolare menzione, in questa sede, le cascine Boria e Rubia nella pianura e la zona Pradera, futura sede della foresteria del parco Tre Denti- M. Freidour (81 cm2).

Il comune di Cumiana va inoltre segnalato quale comune in Europa territorialmente tra i più vasti con ben 90 tra borgate casolari e frazioni, sparsi su tutto il territorio (61 cm2). Tra i monumenti da particolare interesse vi è la chiesa, Santa Maria della Motta confraternita (1630) costruita in epoca Medioevale (1770); il castello della costa le cui mura Medioevali risalgono al XIIII secolo, torre di S. Gervasio e torre di S. Giacomo risalenti al 1100-1200.

2.2 GLI ASPETTI IDRAULICI NEL COMUNE DI CUMIANA

Oltre al torrente Chisola, che recentemente ha provocato un’alluvione negli anni scorsi a causa di forti precipitazioni atmosferiche improvvise e di carattere eccezionale, vanno segnalati i torrenti Noce, Arcolero, Moretta, Rumiano e il rio Chiaretto nei pressi della futura sede del bosco planiziale.
Premesso che in questa fase è prematuro qualsiasi approfondimento ulteriore che verrà svolto dal gruppo operativo in futuro, si auspicano interventi di ingegneria naturalistica a basso impatto ambientale con messa dimora di piantine radicate e interventi di collocazione spondale di talee arbustive che permettono un maggiore consolidamento delle rive stesse. Esempio da non seguire è quanto è stato fatto sul torrente Noce al confine con il Comune di Piossasco.
Si ribadisce in ogni caso che in generale la maggior garanzia di tenuta di una sponda si ha nel momento in cui si da alla vegetazione lo spazio per caratterizzarsi con una naturale disposizione promiscuità di specie che comprenda tutti i profili, da quello spondale delle graminacee ripicole della zona di portata media, a quello degli arbusti (salici – viburnetum, salicetum – alnetum), fino alla zona di riva dove vi sono gli alberi (aceri – i fraxinetum e quercetum).

2.3 L’AREA DEL BOSCO

L’area destinata al bosco dovrebbe provenire dall’acquisto di terreno presso privati, per una superficie di circa 11000 metri quadrati, identificabile con i mappali numero 4 e 74 (foglio 83-84 situazione particella dal 23/04/1987) destinato a seminativo nel comune di Cumiana.
Tale appezzamento, attualmente incolto, si caratterizza per giacitura pianeggiante, quota media s.l.m. 260 metri circa, di forma planimetrica rettangolare, con un lato lungo identificato nella sponda del T. Arcolero (destra orografica).
Su detto terreno trovano ora dimora una serie di querce secolari, ontani, noccioli, sambuchi, acacie (da eliminare).

2.4 FINALITA’E OBIETTIVI DEL PROGETTO

Il progetto prevede la creazione di un bosco planiziale naturaliforme a discreta densità di popolamento (fino a 1000 piante per ettaro circa, tra alberi, essenze ed arbusti).
La messa a dimora delle piantine prevede più fasi, compatibile con quelle che saranno le forniture nei prossimi anni da parte dell’Assessorato all’Economia Montana e Foreste, a cui il WWF si è già rivolto e si rivolgerà onde ottenere gli esemplari stessi.
Il raggiungimento della densità sopra citata potrà quindi essere ottenuto inizialmente attraverso inserimenti artificiali, dopodiché si instaurerà una dinamica naturale che porterà alla disseminazione e rinnovazione naturale del popolamento stesso, che progressivamente a sua volta tenderà ad un livellamento climatico. All’obbiettivo ambientale si affianca fin dalle sue fasi iniziali, quello didattico – scientifico e turistico, nel senso che il bosco dovrà essere al contempo oasi naturalistica all’interno di un contesto agronomicamente molto interessante (pioppicoltura da legno, maisicoltura e orzocoltura, prato stabile, ecc.. ), ma anche a contenere al suo interno una trama di percorsi nella vegetazione in grado da permettere ai futuri visitatori la conoscenza delle specie botaniche presenti, oltre all’osservazione dell’ambiente palustre e della sua fauna.
Molto più importante sarà l’intervento e la supervisione di personale specializzato nella messa a dimora delle varie essenze al momento del loro arrivo, così come la scelta dell’eliminazione o meno delle specie spontanee che presto si insedieranno nell’area.

Sarà inoltre di notevole interesse ambientale la realizzazione della zona palustre nel contesto boschivo perché verrà inserita in loco: una specie di anfibio, o una di rettile, una di insetto (farfalla), tutte sotto vincolo protettivo perché estremamente rare o perché estinte o i via d’estinzione e strettamente autoctone.
Le specie sopra indicate sono ad alto rischio d’estinzione a livello nazionale. In questa sede, attualmente, non è ancora possibile divulgare ulteriormente le specie sopra indicate, in quanto il WWF nazionale è in fase di valutazione sia del futuro sito, sia della possibilità di reperimento, per valutare quali specie potranno essere inserite. Qualora il lago abbia la possibilità costante di livellamento idrico sia in fase d’entrata, che in uscita, saranno interessate maggiormente al progetto la varietà di anfibio e di insetto. In caso contrario sarà il rettile ad avere possibilità di reintroduzione.

Rimane pertanto evidente, che il bosco planiziale con la relativa zona palustre diventeranno un’icona ambientale unica nel suo genere in Italia, sfruttabile sia sotto l’aspetto turistico didattico, sia sotto l’aspetto di ripopolamento e futuro reinserimento in altre zone regionali e nazionali.
Inoltre sarà anche un punto di riferimento per le migrazioni dei volatili che transitano su questo territorio, aumentandone notevolmente il contenuto scientifico e l’importanza turistico-didattica. L’area sarà usufruibile sin da subito dagli animali presenti, in quanto attualmente riserva provinciale di caccia.

2.5 CARATTERISTICHE AGRONOMICHE, BOTANICHE E VEGETAZIONALI

Il bosco planiziale in frazione Piane, è ideato coerentemente con gli orientamenti proposti dal corpo della Forestale.
Esso infatti più che un percorso botanico è organizzato attraverso la ricostruzione di una zona umida e un bosco planiziale.
In loco una specifica segnaletica con pannelli illustrativi seguirà i tracciati che si configureranno come sentieri nel bosco e punti di osservazione strutturati come capanni mimetici che serviranno per osservare le specie faunistiche di passaggio senza disturbarle. Oggi le specie arboree più tipiche sono la Farnia, il Carpino, il Tiglio e, nei luoghi più umidi l’Ontano Nero; tra gli arbusti troviamo il Nocciolo, il Sambuco, il Corniolo, i Salici e i Rovi. A seguire si riporta un elenco di specie botaniche che potrebbero essere impiegati, o che è probabile presto o tardi si affermino in modo spontaneo:

  • evomino,
  • biancospino,
  • prugnolo,
  • ligustro,
  • sanguinello,
  • viburno,
  • acero campestre,
  • frassino,
  • ciliegio selvatico,
  • pioppo bianco,
  • pioppo nero,
  • salice bianco,
  • melo selvatico,
  • pero selvatico.

Seguiranno specie arboree in funzione dell’inserimento degli animali come indicato al 2.4(finalità e obbiettivi del progetto).

2.6 STRUTTURE DIDATTICHE E STRUMENTALI PREVISTE.

Gli interventi strutturali artificiali previsti sono costituiti dal posizionamento di alcune bacheche e cartelloni informativi, per la comprensione del luogo da parte dei visitatori, creazioni di pompaggio idrico e relativi scarichi per il livellamento delle acque.
Inoltre scavi con movimento terra per la creazione delle zone palustri con profondità variabili dai 5 agli 80 cm.

Sono previsti:
A) Cartelloni didattici illustrativi con disegni, da inserire su bacheche in legno

  1. Bacheca d’ingresso riportante gli enti che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
  2. Bacheca informativa della attività della sezione WWF Pinerolese- Centro-agroambientale Frazione Luisetti di Cumiana.
  3. Bacheca didattica relativa alle specie botaniche.
  4. Bacheca didattica relativa alle specie animali.
  5. Bacheca didattica relativa alle specie in via d’estinzione immesse.
  6. Due bacheche didattiche con disegni in rilievo per non vedenti, riportanti specie botaniche e specie faunistiche.
  7. Riconoscimento specie animali esistenti tramite auricolare con portatile e relative cassette precedentemente registrate.

B) Realizzazione di due osservatori in legno dai quali, senza disturbare gli animali presenti, si potranno osservarli nel loro comportamento selvatico. Le uniche opere artificiali necessarie saranno:

  1. L’escavazione del lago.
  2. La realizzazione stessa del bosco a lato di quello esistente.
  3. Lo sbarramento con una chiusa del T. Arcolero in fase di entrata idrica per l’alimentazione del lago e scarico dello stesso mediante tubi in fase di uscita nel torrente medesimo.
  4. Costruzione, per il mantenimento del livello idrico del lago, di un pozzo sulla prima falda (profondità circa 7-10 m.).
  5. Cinzione da tre lati dell’intero impianto, con apposita rete alta 1.80 m. e relativa base di supporto.
  6. Costruzione con mancorrente per disabili e/o portatori di handicap.

2.7 MODALITA DI ACCESSO DURANTE LE FASI DI IMPIANTO E VISITA.

L’accesso dei visitatori all’area avviene a piedi, partendo dalla strada comunale della frazione Piane, ove si lasciano le automobili in un apposito parcheggio nei pressi dei laghi già esistenti, al termine della strada asfaltata.
Ci si avvia per la strada interpoderale antistante il lago “Airone” (riserva di pesca), per incamminarsi in una campereccia “Strada dei campi” che conduce al sito parallela al T. Arcolero.
Solo in caso di visite di portatori di handicap o categorie sociali assimilabili è previsto ricorso al trasporto fino al bosco con automezzi ove si avrà cura di accedere tramite sentiero apposito.
L’accesso durante le fasi di impianto e le eventuali lavorazioni e manutenzioni necessarie avverrà attraverso gli stessi percorsi descritti, con la sola differenza che si renderanno inevitabili ingressi con automezzi (trasporto delle piante, dei cartelli, ecc.), o mezzi di tipo agricolo (manutenzione dei bordi, eventuali sfalci di infestante nelle prime fasi, ecc.).
Si specifica in ogni caso che, situandosi nell’intorno tutta una rete di coltivazioni agricole più o meno intensive, tali automezzi non costituiranno mai un’alterazione sensibile e significativa dell’equilibrio ambientale.

2.8 CONSIDERAZIONI SCIENTIFICHE

Obiettivo scientifico e didattico.

Il progetto “ Bosco planiziale con relativa area umida”, ha un indubbio valore didattico scientifico.
Nell’arco di 10-12 anni circa sono in progetto di introduzione una varietà di anfibio, una varietà di testuggine d’acqua, una varietà di farfalla, tutte specie autoctone ed in via d’estinzione nella nostra regione o sull’intero territorio Nazionale.
Le varietà botaniche inoltre saranno piantate o seminate con l’unico scopo di attirare insetti e farfalle con le quali inizieranno delle vere e proprie catene alimentari che innescheranno a loro volta il ritorno di uccelli e mammiferi che rinaturalizzeranno totalmente l’area.
Si ricorda che il luogo in questione è già attualmente riserva di caccia della provincia e pertanto fin da subito servirà per abbeverare e dare rifugio agli animali presenti sul territorio.

2.9 CONCLUSIONI

L’intervento proposto di creazione del bosco planiziale e relativa zona umida in Frazione Piane, per tutti i motivi esposti viene ritenuto dai creatori del progetto ampiamente compatibile con le principali prescrizioni riguardanti l’ambiente naturale, nonché con la generalità degli obbiettivi del Piano d’Area e non solo.
La costituzione del lago attirerà avifauna tipica delle zone umide in fase di migrazione e sarà sede permanente per le specie autoctone. Si ricorda che il territorio cumianese è già attualmente zona di migrazione tra la Pianura Padana e le paludi della Camargue ( Sud della Francia).
Rimane così evidenziato l’alto significato scientifico della creazione di un sito ad importanza internazionale, nonché dell’alto valore didattico ed educativo che i ragazzi delle scuole di Cumiana lasceranno al proprio Comune, alla Comunità Montana, alla Provincia di Torino e alla Regione con la realizzazione del bosco planiziale da loro voluto e realizzato quale esempio di volontariato altamente educativo e duraturo nel tempo.

ASPETTI SOCIALI

Il progetto “Bosco umido planiziale” non ha solamente uno scopo didattico, scientifico, turistico di cui ampiamente si è descritto nei paragrafi precedenti.

La cosa più importante è “un sogno”, un “un grande sogno” che vede impegnati circa 500 tra bambini delle scuole materne, elementari, medie che si attiveranno per realizzarlo.
Sarà un intero comune che crede in un impresa che ha per scopo principale combattere il disagio giovanile alle sue radici. Alcuni di questi ragazzi, tra quattro anni, saranno maggiorenni e inizieranno ufficialmente l’ingresso nella società.
L’aver vissuto in prima persona la realizzazione di questo progetto potrà dare loro indicazioni importanti per il futuro tra cui emergono la volontà di credere in quanto loro stessi si sono prefissi e la consapevolezza che i sacrifici affrontati spesso sono paganti.

Noi adulti tendiamo ad indicare la crisi di valori la causa di ciò che viene definito il disagio e il disordine sociale giovanile.
Ebbene, con questo progetto i ragazzi saranno impegnati per minimo 12 anni e volendo, per tutta la vita e un domani prossimo potrebbe essere anche una fonte di guadagno per coloro i quali vorranno scegliere un’attività imprenditoriale nella gestione dell’area sottoforma di cooperativa. Tutto ciò prevede a monte anche una scelta di studi collegati all’ambiente nelle tematiche didattiche, scientifiche e turistiche e quindi il volontariato a cui loro si sono dedicati indirizzerebbe già a delle scelte per i prossimi studi su materie a loro già più congeniali.
Questo è il grande sogno e per realizzarlo ci rivolgiamo alla S.V. onde ottenere un aiuto concreto, affinché non rimanga solo un sogno, ma dia effettivamente un’opportunità in cui credere a tutti i ragazzi impegnati nella sua attuazione.

I volontari della sez. W.W.F.Pinerolese – Centro Agroambientale – Fraz. Luisetti di Cumiana (TO).