2. Gli aspetti idraulici relativi all’asta fluviale

Premesso che in questa fase si presenta prematuro un approfondimento ulteriore riguardo qualsiasi eventuale sistemazione spondale, il punto a maggior rischio di erosione ed esondazione si è evidenziato, per il tratto d’interesse, in corrispondenza di un meandro a curvatura particolarmente accentuata, individuabile alcune centinaia di metri a monte dell’area WWF.

In linea generale si afferma la possibilità di vari gradi di interventi di ingegneria naturalistica. Un esempio fra quelli a basso impatto ambientale è stato praticato in epoche non molto lontane proprio a consolidamento del citato meandro, tangenziale alla strada della Madonna degli Orti, e tale intervento pare rinnovabile e migliorabile fin da subito con il posizionamento ulteriore di fascinate con messa a dimora di piantine radicate. Più a valle, in corrispondenza dell’area “David Bertrand” il fiume scorre praticamente rettilineo, e solo alcuni eventuali interventi di collocazione di talee di specie arbustive potrebbero contribuire ad un maggiore consolidamento della riva stessa.

Si ribadisce in ogni caso che in generale la maggior garanzia di tenuta di una sponda si ha nel momento in cui si dà alla vegetazione lo spazio per caratterizzarsi con una scalarità naturale, che comprenda tutti i profili, da quello spondale delle graminacee ripicole della zona di portata media, a quello degli arbusti (Salici-Viburnetum, Salicetum e Alnetum), fino alla zona di riva ad alberi (Aceri-Fraxinetum e Quercetum, vale a dire proprio quella interessata dal bosco in questione).