Messaggi etichettati ‘fauna’

Fermiamo la strage dei #delfini

Thursday, January 23rd, 2014

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Nei giorni scorsi la Sea Shepherd Conservation Society, da sempre in prima linea nel contrastare le baleniere giapponesi nel santuario dell’Antartico, ha denunciatol’intrappolamento di oltre 250 delfini al largo della baia di Taiji. La maggior parte di questi delfini è destinata al macello e una piccola quota all’animazione di parchi acquatici.

“Dobbiamo evitare che tutto questo accada”, ha scritto Paul Watson, fondatore dell’associazione. Watson ha lanciato anche una campagna per evitare la cattura di un giovanissima e rara femmina albina, oggetto di gran valore per gli acquari. “Catturare i delfini per mostrarli in un acquario non fa parte della cultura giapponese e la brutalità di questo massacro – ha concluso Watson – non sarebbe mai giuridicamente accettata in qualsiasi macello in tutto il mondo, Giappone incluso”.

Carole Kennedy, ambasciatrice degli Stati Uniti di America a Tokyo, ha protestato contro questa mattanza ed anche l’ambasciatore del Regno Unito si è associato alla protesta.

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Venti di levante e di ponente. Lupi a due gambe e 4 gambe

Monday, October 28th, 2013

Riportiamo qui la lettera da noi inviata a “L’Eco del Chisone” in data 20 ottobre 2013.

Premessa

Stimatissimo Sig. Direttore,

mi scuso anticipatamente per la richiesta di pubblicazione di questa mia lettera in risposta alla Dott.sa Verona da voi pubblicata Mercoledì 16.Sono personalmente contrario a dare seguito alle diatribe pastori / lupi,che durano da 2000 anni circa (Fedro 22 a.c.), ma la dott.ssa Verona ha più volte attaccato la nostra associazione ed il sottoscritto sul vostro giornale e visto che permane il detto che chi tace acconsente, questa volta nonostante l’amicizia che mi lega a suo padre, mi vedo costretto a rispondergli.

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cara Marzia Verona,

L’Associazione WWF Pinerolese ha acquisito la Val Varaita, come giurisdizione proprio per la presenza del lupo su quel territorio.Attualmente siamo interessati alle attività ambientali di 81 comuni. I soci sono 1400 circa e in ogni comune abbiamo un attivista che ci fa da corrispondente (abbiamo copiato dall’Eco del Chisone) In tal modo 24 ore su 24, siamo informati su quanto accade nei singoli comuni sulle tematiche ambientali Questa premessa è necessaria per farti capire il perchè quando scriviamo una cosa è perchè siamo certi della veridicità della notizia.

Il cane scambiato per lupo che è stato fotografato tra le case a Calcinere è o era il cane di un pastore della zona. Ora che sia stato abbandonato o che sia sfuggito al controllo del proprietario non ci è dato sapere. Una cosa però è certa. Tutti i giornali hanno pubblicato la fotografia compresa la Stampa (Prov. di Cuneo) e quindi per legge il proprietario ha l’obbligo di andare a recuperarlo. Se non l’ha fatto, a tutti gli effetti il cane è abbandonato ed ora anche inselvatichito A tale proposito, nella valle opposta, quella di Oncino, alcuni anni or sono sono stati abbandonati 2 cani ed un cavallo. La neve li aveva isolati e solo l’intervento dell’elicottero ha posto fine a questa ignobile situazione.Come vedi il randagismo è più frequente di quello che tu pensi. Certo non è esclusivamente dovuto alla pastorizia ma i casi in tal senso sono in aumento.Tu stessa conosci alcuni personaggi ed avevi condiviso con il sottoscritto che bisognava prendere provvedimenti. Aggiungi a questo quello che lascia libere le capre sulla montagna al punto che le macchine rischiano incidenti stradali, nelle curve a gomito della Colletta.

Alla pagina 21 della “Stampa” di martedì 15 ottobre si sono stimati in 20 branchi di lupi attualmente in Piemonte Per fare branco si calcolano minimo tre animali quindi possiamo dire che, compresi i solitari vaganti non superino una settantina. Il randagismo è stato calcolato essere pari a 2500 cani, quindi le percentuali di attacco alla selvaggina e alle greggi è da attribuirsi sopra tutto a canidi randagi. Il grosso pericolo è che da una situazione del genere, succeda quello che è successo nel centro Italia ove sono nati parecchi ibridi, che sono molto più pericolosi del lupo.

Però continuare ad attribuire soltanto al lupo quanto accade negli alpeggi è, a dir poco, fanatismo totale.

Per quanto concerne le carni che finiscono sui tavoli di alcune trattorie e ristoranti è ovvio che non passano dalle ASL ma esiste un filo diretto incontrollato. Ad ogni nostra segnalazione di macelli clandestini, regolarmente i personaggi spostavano la sede ed il controllo andava a vuoto. I lupi a due gambe pagavano le informazioni a monte?

Sono felice che i fondi vadano a supportare i pastori, però ci giungono notizie che i fondi arrivino solo a coloro che sentono il vento che proviene da ponente mentre quelli che sentono il vento di levante o non sentono entrambi i venti, sono anni che aspettano e giustamente ci fanno notare le differenze. Come tu ben sai noi non siamo soggetti a venti alcuni, come previsto dal nostro statuto.

In merito alle apparecchiature che si possono usare per dissuasori,la dove non c’è campo si possono usare quelli tradizionali compresi i petardi, spesso ignorati dai più. In Macedonia e nei paesi nordici, ove ci sono presenze anche di orsi, sono i più usati e sono costruiti a catena in modo che ci siano raffiche di colpi ravvicinate. I Masai del Kenia che hanno da confrontarsi con leoni ed iene hanno i recinti costruiti da rami altamente spinosi ed usano cani sud africani anti leoni. Mi viene difficile pensare che si insista nel portare le greggi in altura e passare una volta alla settimana a controllare che ci siano ancora tutte.

Come tu ben sai, perchè te l’avevo detto, ho una certa esperienza provata sulla mia pelle di quel tipo di pastorizia. A quei tempi i lupi avevano solo due gambe, parlavano tedesco, italiano e russo. Il più delle volte andavano a servirsi da soli. I più educati bussavano alla nostra malga e chiedevano un pezzo di polenta e di formaggio. Ma se contavi il gregge ne mancavano sempre e non c’erano comunità montane, provincie e regioni che ti rimborsassero una lira, ed ancora grazie se eri vivo. (Vedi libro stampato dalla Pro Loco di Usseglio e vi troverai parte della mia infanzia.) Quindi non mi parlare di sacrifici, perché tra strade, elettricità e sovvenzioni da ogni parte, non penso proprio che la situazione attuale fosse pari a quella del 1940!!!!

Quando il vento di levante era il cavalcabile, tu, io, un professore dell’Università di veterinaria ed un noto documentarista del Pinerolese elaborammo un progetto che mirava a salvaguardare la pastorizia e contemporaneamente proteggeva i lupi. Il nostro progetto è stato preso dal parco delle Alpi Marittime, elaborato e migliorato e sopra tutto reso life con la Slovenia. Non è la prima volta che il Parco delle Alpi Marittime attinge dalla sezione WWF Pinerolese. Esempio il progetto Lince in stretta collaborazione con PNGP e provincia. Una piccola differenza del tutto “insignificante” è che noi siamo volontari e viviamo di elemosine, mentre al Parco piovono 6100 €.

Contemporaneamente l’Italia, al contrario dei cugini Francesi non apre la caccia al lupo però necessitano interventi didattici e pratici nella preparazione del personale che opera in alpeggio.Quindi auspico che i miei 720 € annui che la regione mi prende dalla mia pensione con le ritenute IRPEF, non si limitino soltanto per fare l’elenco delle pecore sbranate da canidi e sottolineo canidi ma si inizi seriamente a preparare le persone, come avevi previsto anche tu nel nostro progetto che presentammo nel Dicembre del 2008 all’Assessore provinciale ed ai dirigenti interessati.

Ricordati sempre che la nostra Associazione non è formata da fanatici e quindi alcune tue affermazioni sono fuori luogo . Noi siamo sempre a due passi da casa tua e se hai patemi nei nostri confronti vieni che ci guardiamo negli occhi. come abbiamo sempre fatto!

Segnati inoltre che nessuno del consiglio direttivo della nostra associazione è vegano, con tutto il rispetto dovuto ai vegani (vedi sito QualeFormaggio che riporta le tue lettere).

Ringrazio per l ‘attenzione e divulgazione di questa lettera.

Saluti Accatino Cav. Francesco Eros
Presidente Associazione WWF Pinerolese / Val Varaita

La convivenza è possibile

Monday, October 21st, 2013

Foto del 2010 di Roberto Macario, scattata in Val Chisone.

LUPI Val Chisone ott2010 018 (4)elaborata da Enzo Cornaglia

Continua la campagna contro il lupo

Thursday, October 3rd, 2013

Segnaliamo di seguito la puntuale risposta del WWF al vergognoso articolo pubblicato dal giornale “La Repubblica” il 27 settembre scorso (clicca qui per leggerlo)Chiediamo ai nostri soci ed amici di far sentire la loro voce nei confronti dei giornali che continuano a cavalcare negativamente il lupo. Non lasciamo passare questi allarmismi che non hanno nulla di costruttivo sia per l’ambiente sia per chi vive di pastorizia.

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Segnaliamo anche il seguente articolo del periodico “Luna Nuova” per conoscena sull’argomento, che è evidentemente caldo.

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Lupi: risposte a “L’Eco del Chisone”

Monday, September 30th, 2013

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In risposta alla lettera “Quanta fauna selvatica sopporta il territorio?” pubblicata su “L’Eco del Chisone” di mercoledì 18 Settembre, pag. 28, rubrica “Il dialogo”:

Oggetto: Vs. lettera su Eco del Chisone di Mercoledi 18 Settembre.

Stimatissimo Roberto Barbero vice presidente CIA Provinciale,vogliamo dirla tutta? La convivenza tra fauna selvatica ed attività umane è sostenibile e possibile. Il volere adeguarsi a posizioni di comodo non risolvono i problemi.

Ti ricordo che non è il primo bovino predato in Piemonte, perchè ricordo un caso analogo in Val Sangone.

Sino agli anni ’90 gli indennizzi ai pastori per i capi morti venivano dati per animali colpiti dai fulmini. Da allora non ci sono più stati fulmini, ma solo lupi!!

Anch’ io come hai fatto Tu, scusami il Tu ma è da parecchi anni che ci conosciamo, vorrei condividere con i lettori del Eco più di una riflessione.
Dal 20 a.c.il poeta macedone Fedro ha denunciato” l’arroganza “del lupo. Quindi da sempre sappiamo che il lupo si nutre e seleziona animali incustoditi, malati o carogne in abbandono.

E’ nell’esercizio delle sue funzioni essendo un predatore.

Dal 1984 il lupo è ritornato in Piemonte e sottolineo RITORNATO, proveniente dalle foreste Casentinesi ove attualmente vivono una ottantina di esemplari. Quanto testé enunciato è un dato scientifico perché son stati radiocollarati due esemplari e seguiti durante il loro percorso sino da noi con il satellite. Ti ricordo che prima del ritorno del Lupo in Piemonte, i contadini del Cuneese e della Val di Susa si lamentavano dei danni provocati dai cervi. Il lupo,ora, ha risolto questo problema però non potendo essere una preda da mettere in frigo e consumarsi a piacere dalla caccia è diventato un animale nocivo. I mufloni, specie non autoctona, ne hanno fatto le spese anche perché nel loro DNA, il lupo non era un animale da temere, e quindi erano frequentemente predati.Quindi è mai possibile che 2000 anni dopo siamo ancora a scoprire l’acqua calda? Dicesi predatore una specie animale che preda e seleziona.

L’impatto ambientale sul territorio ha svariate varianti. Le attività umane non prettamente agricole, quali motocross e fuori strada, la transumanza in quota di pollame infetto che ha distrutto i tetraonidi delle nostre montagne, il pascolo intensivo là dove il territorio, per la sua biodiversità, non può sopportare che la metà degli animali pascolanti.

Però tutto questo non viene mai denunciato, ma il colpevole è solo il lupo. Va detto inoltre che le stesse tecnologie che hanno permesso la fotografia di quel lupo che si accingeva a cibarsi della carogna di bovino è usata normalmente per verificare la presenza di persone indesiderate nelle proprietà private. La macchina emette un segnale e l’immagine ad un cellulare avvisando della presenza di animali, persone o cose indesiderate.

Ora mi sorgono spontanee alcune domande. Come mai la Regione ha stanziato 70.000 € per finanziare un progetto che ha lo scopo di censire le carogne che si presume siano attaccate da Lupi? Più precisamente direi canidi perché il randagismo è sempre più attivo. Branchi di cani abbandonati o dispersi scorrazzano per le nostre montagne, nella più totale noncuranza degli enti preposti. Ora, se noi, con i soldi dei piemontesi stanziati per fare l’inventario di cui sopra acquistassimo le apparecchiature usate per fotografare il lupo e le donassimo ai pastori, che hanno i danni più frequenti? Per i rimborsi elargiti con grandi ritardi si sta verificando uno strano fenomeno. I non pagati sono quelli che non hanno aderenze politiche con determinate linee regionali legati ad alcuni sindacati agricoli.
Per finire, chi nel parco Orsiera o tenuta Albergian compresa, usa i cani anti lupo e i recinti elettrificati ha visto diminuire sensibilmente il numero di predazioni. Solo chi si ostina a dire e fare che il problema si risolve solo ed esclusivamente sparando ai lupi per ucciderli continua però a pretendere i danni senza prendere alcuna prevenzione.

Concludo ricordando che uccidere il lupo è un reato e chi ne sollecita l’uccisione compie il reato di istigazione a delinquere. Incominciamo a fare rispettare le leggi vigenti e vedrai che il lupo si trasformerà da animale nocivo ad essere un predatore che ha una sua funzione ben chiara ed utile in natura.

Cordiali saluti Eros
associazione WWF Pinerolese / Val Varaita
il presidente
Accatino Cav. Francesco Eros

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In risposta all’articolo “Paesana: ancora lupi in alta quota” pubblicato su “L’Eco del Chisone” di mercoledì 25 Settembre:

Gentile sig.ra Sorbino,
la informo che l’animale fotografato l’Aprile scorso e apparso sulle pagine della STAMPA, della provincia di Cuneo, in frazione Garzini, sopra Paesana, non è un lupo ma bensì un randagio abbandonato da pastori locali. La fotografia in nostro possesso ,scattata tra le case della frazione, ingrandendo il fotogramma, si evidenzia che sia il muso sia la parte posteriore è tipica di un cane e non di un lupo. Qualsiasi veterinario esperto lo può confermare, quindi, come scritto sul Vs. articolo a firma di C.M., si riferisce allo stesso animale vuol dire che l’animale si è inselvatichito e ha acquisito le abitudini del Lupo. Predare per sfamarsi.

Questo dimostra che ogni avvenimento di predazione accada viene attribuito ai lupi e mai al randagismo, che al contrario è molto attivo sulle nostre montagne. In questo modo si crea solo allarmismo.

Prego il nostro socio Alessio di inviarle la foto in oggetto, in archivio sul nostro sito, in data 11 Aprile 2013. (http://www.wwfpinerolese.it/non-e-un-lupo.html)

Cordiali saluti
WWF Pinerolese / Val Varaita