Venti di levante e di ponente. Lupi a due gambe e 4 gambe

Riportiamo qui la lettera da noi inviata a “L’Eco del Chisone” in data 20 ottobre 2013.

Premessa

Stimatissimo Sig. Direttore,

mi scuso anticipatamente per la richiesta di pubblicazione di questa mia lettera in risposta alla Dott.sa Verona da voi pubblicata Mercoledì 16.Sono personalmente contrario a dare seguito alle diatribe pastori / lupi,che durano da 2000 anni circa (Fedro 22 a.c.), ma la dott.ssa Verona ha più volte attaccato la nostra associazione ed il sottoscritto sul vostro giornale e visto che permane il detto che chi tace acconsente, questa volta nonostante l’amicizia che mi lega a suo padre, mi vedo costretto a rispondergli.

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cara Marzia Verona,

L’Associazione WWF Pinerolese ha acquisito la Val Varaita, come giurisdizione proprio per la presenza del lupo su quel territorio.Attualmente siamo interessati alle attività ambientali di 81 comuni. I soci sono 1400 circa e in ogni comune abbiamo un attivista che ci fa da corrispondente (abbiamo copiato dall’Eco del Chisone) In tal modo 24 ore su 24, siamo informati su quanto accade nei singoli comuni sulle tematiche ambientali Questa premessa è necessaria per farti capire il perchè quando scriviamo una cosa è perchè siamo certi della veridicità della notizia.

Il cane scambiato per lupo che è stato fotografato tra le case a Calcinere è o era il cane di un pastore della zona. Ora che sia stato abbandonato o che sia sfuggito al controllo del proprietario non ci è dato sapere. Una cosa però è certa. Tutti i giornali hanno pubblicato la fotografia compresa la Stampa (Prov. di Cuneo) e quindi per legge il proprietario ha l’obbligo di andare a recuperarlo. Se non l’ha fatto, a tutti gli effetti il cane è abbandonato ed ora anche inselvatichito A tale proposito, nella valle opposta, quella di Oncino, alcuni anni or sono sono stati abbandonati 2 cani ed un cavallo. La neve li aveva isolati e solo l’intervento dell’elicottero ha posto fine a questa ignobile situazione.Come vedi il randagismo è più frequente di quello che tu pensi. Certo non è esclusivamente dovuto alla pastorizia ma i casi in tal senso sono in aumento.Tu stessa conosci alcuni personaggi ed avevi condiviso con il sottoscritto che bisognava prendere provvedimenti. Aggiungi a questo quello che lascia libere le capre sulla montagna al punto che le macchine rischiano incidenti stradali, nelle curve a gomito della Colletta.

Alla pagina 21 della “Stampa” di martedì 15 ottobre si sono stimati in 20 branchi di lupi attualmente in Piemonte Per fare branco si calcolano minimo tre animali quindi possiamo dire che, compresi i solitari vaganti non superino una settantina. Il randagismo è stato calcolato essere pari a 2500 cani, quindi le percentuali di attacco alla selvaggina e alle greggi è da attribuirsi sopra tutto a canidi randagi. Il grosso pericolo è che da una situazione del genere, succeda quello che è successo nel centro Italia ove sono nati parecchi ibridi, che sono molto più pericolosi del lupo.

Però continuare ad attribuire soltanto al lupo quanto accade negli alpeggi è, a dir poco, fanatismo totale.

Per quanto concerne le carni che finiscono sui tavoli di alcune trattorie e ristoranti è ovvio che non passano dalle ASL ma esiste un filo diretto incontrollato. Ad ogni nostra segnalazione di macelli clandestini, regolarmente i personaggi spostavano la sede ed il controllo andava a vuoto. I lupi a due gambe pagavano le informazioni a monte?

Sono felice che i fondi vadano a supportare i pastori, però ci giungono notizie che i fondi arrivino solo a coloro che sentono il vento che proviene da ponente mentre quelli che sentono il vento di levante o non sentono entrambi i venti, sono anni che aspettano e giustamente ci fanno notare le differenze. Come tu ben sai noi non siamo soggetti a venti alcuni, come previsto dal nostro statuto.

In merito alle apparecchiature che si possono usare per dissuasori,la dove non c’è campo si possono usare quelli tradizionali compresi i petardi, spesso ignorati dai più. In Macedonia e nei paesi nordici, ove ci sono presenze anche di orsi, sono i più usati e sono costruiti a catena in modo che ci siano raffiche di colpi ravvicinate. I Masai del Kenia che hanno da confrontarsi con leoni ed iene hanno i recinti costruiti da rami altamente spinosi ed usano cani sud africani anti leoni. Mi viene difficile pensare che si insista nel portare le greggi in altura e passare una volta alla settimana a controllare che ci siano ancora tutte.

Come tu ben sai, perchè te l’avevo detto, ho una certa esperienza provata sulla mia pelle di quel tipo di pastorizia. A quei tempi i lupi avevano solo due gambe, parlavano tedesco, italiano e russo. Il più delle volte andavano a servirsi da soli. I più educati bussavano alla nostra malga e chiedevano un pezzo di polenta e di formaggio. Ma se contavi il gregge ne mancavano sempre e non c’erano comunità montane, provincie e regioni che ti rimborsassero una lira, ed ancora grazie se eri vivo. (Vedi libro stampato dalla Pro Loco di Usseglio e vi troverai parte della mia infanzia.) Quindi non mi parlare di sacrifici, perché tra strade, elettricità e sovvenzioni da ogni parte, non penso proprio che la situazione attuale fosse pari a quella del 1940!!!!

Quando il vento di levante era il cavalcabile, tu, io, un professore dell’Università di veterinaria ed un noto documentarista del Pinerolese elaborammo un progetto che mirava a salvaguardare la pastorizia e contemporaneamente proteggeva i lupi. Il nostro progetto è stato preso dal parco delle Alpi Marittime, elaborato e migliorato e sopra tutto reso life con la Slovenia. Non è la prima volta che il Parco delle Alpi Marittime attinge dalla sezione WWF Pinerolese. Esempio il progetto Lince in stretta collaborazione con PNGP e provincia. Una piccola differenza del tutto “insignificante” è che noi siamo volontari e viviamo di elemosine, mentre al Parco piovono 6100 €.

Contemporaneamente l’Italia, al contrario dei cugini Francesi non apre la caccia al lupo però necessitano interventi didattici e pratici nella preparazione del personale che opera in alpeggio.Quindi auspico che i miei 720 € annui che la regione mi prende dalla mia pensione con le ritenute IRPEF, non si limitino soltanto per fare l’elenco delle pecore sbranate da canidi e sottolineo canidi ma si inizi seriamente a preparare le persone, come avevi previsto anche tu nel nostro progetto che presentammo nel Dicembre del 2008 all’Assessore provinciale ed ai dirigenti interessati.

Ricordati sempre che la nostra Associazione non è formata da fanatici e quindi alcune tue affermazioni sono fuori luogo . Noi siamo sempre a due passi da casa tua e se hai patemi nei nostri confronti vieni che ci guardiamo negli occhi. come abbiamo sempre fatto!

Segnati inoltre che nessuno del consiglio direttivo della nostra associazione è vegano, con tutto il rispetto dovuto ai vegani (vedi sito QualeFormaggio che riporta le tue lettere).

Ringrazio per l ‘attenzione e divulgazione di questa lettera.

Saluti Accatino Cav. Francesco Eros
Presidente Associazione WWF Pinerolese / Val Varaita

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